Sostituire le vecchie turbine degli anni 2000 con modelli moderni permette di triplicare la produzione a parità di superficie.
A settembre 2026 il dibattito sull’eolico terrestre si è focalizzato sul repowering, ovvero il rinnovamento tecnologico dei parchi eolici esistenti. Molti degli impianti installati all’inizio degli anni 2000 stanno infatti raggiungendo il termine della loro vita utile e presentano un’efficienza ormai superata dagli standard attuali.
Gli interventi analizzati nell’ultimo mese dimostrano l’incredibile efficacia di questo approccio: sostituendo tre o quattro vecchie turbine con un singolo aerogeneratore di nuova concezione è possibile triplicare, e in certi casi quadruplicare, l’energia prodotta annua. Il tutto mantenendo quasi inalterata l’impronta a terra e sfruttando gli stessi punti di connessione alla rete elettrica già esistenti.
Questo processo evita l’occupazione di nuovo suolo agricolo o naturale e incontra un iter autorizzativo generalmente più snello. Il repowering si conferma così la leva principale per centrare gli obiettivi di produzione eolica terrestre al 2030, ottimizzando i siti geograficamente più ventosi già individuati da anni.