Ormai da diversi anni, i polimeri conquistano sempre nuove fette del mercato dell'imballaggio alimentare; tra i motivi di questo risultato si possono annoverare: la leggerezza, la possibilità di regolare in maniera selettiva il grado di traspirazione, i depositi (solo per alcuni gas o per diversi tempi) e la facilità di trasformazione anche in forme complesse.
Di contro, rispetto a materiali che si possono considerare intrinsecamente sicuri, come il vetro, i formulati plastici sono costituiti da svariati additivi, quindi possono rilasciare sostanze potenzialmente dannose se assimilate dall'organismo. Un aspetto importante diventa, così, quello della sicurezza: i materiali destinati all'imballaggio alimentare devono ottenere un certificato di idoneità.
A questo tema di estrema attualità è stato dedicato il seminario, organizzato dall'Istituto Italiano dei Plastici (IIP) il 4 giugno scorso a Milano. I lavori sono stati introdotti da Ciro Liguori, responsabile promozione e sviluppo di IIP, che ha illustrato sommariamente le funzioni di IIP nell'ambito dei servizi di certificazione.
Limitandoci al settore oggetto di trattazione, l'attività dell'istituto segue le linee guida tracciate dalle normative nazionali e internazionali (UNI, ISO, EN nonché marchi proprietari di settori diversi come MPI -articoli igienici - e Certicard - cartotecnica). Liguori ha illustrato schematicamente alcune delle norme principali.
Il regolamento europeo n° 2023/2006 stabilisce, per esempio, le Buone pratiche di lavorazione (GMP): regole operative che fissano gli obiettivi di qualità, demandando alle aziende la definizione nel dettaglio delle modalità operative volte al loro raggiungimento.
La sicurezza alimentare, da tenere in dovuta considerazione negli imballaggi, è un'esigenza sempre più avvertita; per una forma di tutela nei confronti dei consumatori, la distribuzione commerciale ha autonomamente istituito da alcuni anni un codice di condotta che dimostri le precauzioni prese per evitare rischi alla clientela (due diligence) .
La norma EN 15593 si propone di effettuare una sintesi tra i diversi regolamenti nazionali o di settore attualmente esistenti. Lo standard per imballaggi GSP, nella sua versione aggiornata (i3) presenta alcune novità, come una più definita gestione del rischio, delle ispezioni e l'ampliamento a comprendere gli imballaggi non alimentari.
Approfondimento:
http://www.tecnologiaindustriale.it/Articoli/Lattuale_legislazione_per_il_packaging_alimentare_.aspx


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