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Il CPEM sceglie ANIE Rinnovabili

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E’ venuto il momento in cui, anche nel nostro Paese, occorre puntare con decisione verso una politica energetica meno slilanciata verso le fonti tradizionali, con una spinta aggregativa che parta finalmente dall’interno del sistema confindustriale. Il variegato mondo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica in Italia è, anche sul piano industriale, una realtà ormai qualitativamente e dimensionalmente innegabile, verso cui non si poteva tardare a prestare la dovuta attenzione, riconoscendone la piena legittimazione, nonostante i contraddittori imbarazzanti segnali della politica del governo in questi ultimi mesi.

L’operazione che, con sensibilità è intelligenza, ha portato nelle scorse settimane alla creazione di Anie Rinnovabili, rappresentanza confindustriale delle rinnovabili, è un passaggio storico che serve a creare le premesse per ridare dignità al bistrattato mondo delle rinnovabili ed alle tante imprese che, in questi ultimi anni, nonostante tutto, hanno saputo creare valore, know how e, soprattutto, posti di lavoro nei settori del fotovoltaico, dell’eolico, dell’idroelettrico, delle biomasse, della geotermia e dell’efficienza energetica.

Il CPEM, associazione del minieolico italiano, non poteva non cogliere l’opportunità di diventare co-protagonista di questa operazione, scegliendo di unirsi da subito a GIFI e IFI, a questa nuova realtà associativa; lo ha fatto in tempi rapidi, cogliendo l’invito del Presidente Cremona, con una decisione unanime assunta il 3 luglio scorso dal suo consiglio direttivo a nome delle tante realtà industriali aderenti, di piccole, medie e grandi dimensioni, che in pochi anni hanno saputo sviluppare un’industria degli aerogeneratori di piccola taglia e dei componenti elettromeccanici ed elettronici, di primissimo livello. Imprese proiettate verso uno sviluppo tecnologico che ne può fare delle protagoniste anche sul piano internazionale, per le innovative soluzioni adottate. Da questo punto di vista l’aggregazione in Anie Rinnovabili può rappresentare un elemento di accelerazione per l’affermazione della nostra industria del minieolico sui mercati esteri ed in particolare in tutti quei paesi in via di sviluppo, dove il processo di elettrificazione passa attraverso sistemi di generazione off-grid. Un’industria che, nonostante l’instabilità del mercato italiano, in balia di incertezze normative e nonostante una prospettiva di imminente precoce esaurimento degli incentivi nazionali, può e deve trovare la forza per continuare a crescere.

Carlo Buonfrate

Presidente CPEM

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